Una piccola impresa di manutenzione può lavorare con il comune sui piccoli interventi, e per la legge è più semplice di quanto si creda. Il problema, per la maggior parte delle ditte di zona, è la reperibilità: non essere raggiungibili nel momento in cui l’ente cerca qualcuno che ripari una panchina, sistemi una buca, sostituisca un lampione.
C’è un equivoco diffuso tra chi fa lavori: «con il comune non si lavora, ci vuole il MEPA, servono strutture da grande appalto». Vale per le opere importanti. Per la manutenzione ordinaria, quella fatta di interventi piccoli e frequenti, le regole sono un’altra cosa.
Come funziona l’affidamento dei piccoli lavori
Il Codice dei contratti pubblici in vigore (D.Lgs. 36/2023) prevede procedure semplificate per gli affidamenti sotto soglia. Per i lavori di importo più contenuto è possibile l’affidamento diretto: il comune individua un operatore, ne verifica i requisiti e gli affida l’intervento, senza il peso di una gara complessa.
Semplificato non vuol dire arbitrario. L’ente resta tenuto a tre principi: trasparenza (l’affidamento è tracciato e motivato), rotazione (non sempre la stessa ditta), verifica dei requisiti (regolarità, competenze, DURC). Le soglie precise e le modalità operative cambiano nel tempo e vanno confermate con il responsabile unico del progetto dell’ente. Ma il principio è chiaro: per i piccoli lavori la porta è più aperta di quanto la fama del procurement pubblico lasci pensare.
Il vero ostacolo: la visibilità
Se la norma non è il muro, il muro sta nella distanza tra il comune e le imprese di zona. Quando un ufficio tecnico deve affidare un piccolo intervento, spesso ripesca i soliti due contatti che ha in rubrica, non perché sia scorretto, ma perché non ha un modo semplice di sapere chi altro, sul territorio, è disponibile e in regola. E l’impresa, dal canto suo, non ha un modo di farsi trovare nel momento in cui serve.
È un problema di incontro, non di regole. E si risolve mettendo comuni e fornitori dentro lo stesso flusso, quello che parte dalla segnalazione di un cittadino e arriva alla riparazione. Ne abbiamo scritto dal lato dell’ente nella guida alla gestione delle segnalazioni.
Perché il territorio ci guadagna
Affidare i piccoli interventi alle imprese locali conviene, e non per gentilezza verso l’economia di zona. I vantaggi sono pratici e misurabili.
I tempi si accorciano: chi è a dieci minuti dal guasto interviene prima di chi arriva da fuori provincia. I costi di trasferta calano. E i soldi pubblici, invece di uscire dal territorio, restano nell’economia locale, dove generano lavoro e competenze che serviranno anche al prossimo intervento. È uno degli aspetti più concreti di cosa significa rigenerazione urbana: non solo rifare, ma far girare la manutenzione dentro la comunità che ne ha bisogno.
CityFix nasce anche per questo: dare ai fornitori locali un modo di entrare nel flusso della manutenzione pubblica senza doversi trasformare in esperti di procurement.